.

ecodemasti Ecologisti Democratici Astigiani
Cerca

Feed

Feed RSS di questo blog Reader
Feed ATOM di questo blog Atom
Resta aggiornato con i feed.

Curiosità
blog letto 20447 volte


18 ottobre 2011
SOCIETA'
LANCIO DEL FORUM "SALVIAMO IL PAESAGGIO"

 

Dopo l'interessante visione del film "il suolo minacciato" di Nicola Dall’Olio , sabato 15 ottobre ad Aramengo , Gabriella CHIUSANO, Fiduciaria della Condotta Slow Food del Monferrato Astigiano e Doglio Cotto, del movimento "Stop al Consumo di Territorio" hanno annunciato il lancio del nuovo forum :

"SALVIAMO IL PAESAGGIO - DIFENDIAMO I TERRITORI"

La prima assemblea nazionale si terrà il 29 ottobre in un luogo simbolo: Cassinetta di Lugagnano (Mi), primo Comune italiano a "crescita zero urbanistica".

Le ASSOCIAZIONI possono aderire scrivendo a: info@salviamoilpaesaggio.it

Per info www.salviamoilpaesaggio.it.

E se volete rivedere il film : http://www.youtube.com/watch?v=L7V0L9o1TEA


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. territorio politica società

permalink | inviato da Marina Asti il 18/10/2011 alle 21:15 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
13 ottobre 2011
il suolo minacciato - 15 ottobre 2011

 

"il suolo minacciato"

di Nicola Dall’Olio

Sabato 15 Ottobre 2011 – ore 17,00

presso il Salone delle Associazioni di ARAMENGO

Negli ultimi anni nella pianura padana si sono perduti migliaia di ettari di suolo agricolo ad opera di una dilagante espansione urbana ed infrastrutturale.

Nella sola Food Valley parmense, luogo di produzioni agroalimentari di eccellenza, il cemento consuma un ettaro di suolo agricolo al giorno.

Quali sono i modelli di sviluppo urbano alternativi alla distruzione irreversibile del territorio?

 Introduzione di Gabriella CHIUSANO, Fiduciaria della Condotta Slow Food del Monferrato Astigiano

    Inizio proiezione del film/documentario (durata 50 minuti)

     Dibattito con il pubblico

     

    Per informazioni: Daniela FASSINO, responsabile circolo PD Alto Astigiano

    daniela.fassino@libero.it

     

 

 

 

 Il Circolo Territoriale Alto Astigiano

e

 

l’Associazione Ecologisti Democratici Astigiani

vi invitano alla proiezione del film-documentario

 


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. suolo

permalink | inviato da Marina Asti il 13/10/2011 alle 22:41 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
20 novembre 2010
RIPRISTINATO bonus del 55% - un successo Ecodem

 

Carissimi, carissime,

come sapete la Camera ha approvato la proroga dell'eco bonus del 55%. E' un successo  per noi Ecodem che abbiamo sviluppato una  forte campagna attorno a questo obiettivo.
Il governo,  incalzato dal PD e dalle opposizioni, dalla protesta delle associazioni ambientaliste e delle imprese del settore, alla fine è stato costretto a rinnovare le detrazioni fiscali del 55%, anche se ora un pò indebolite dalla scelta di portare il tempo di recupero delle spese sostenute a 10 anni (e non più 5).
E' la dimostrazione che, seppur in condizioni difficili, si possono vincere battaglie importanti, e che la nostra associazione può avere un ruolo altrettanto importante.
Ringrazio di cuore, per questa ragione, tutti voi, e in particolare  i circoli che maggiormente si sono impegnati in questa campagna.

Un caro saluto.
Fabrizio Vigni 

 

 ASSOCIAZIONE ECOLOGISTI DEMOCRATICI
          

 

 
Comunicato stampa del 18 novembre 2010
 
 
Le dichiarazioni di Fabrizio Vigni, presidente nazionale degli Ecologisti Democratici
“Eco bonus: una vittoria la proroga,
anche se incentivi più deboli”
 
“La buona notizia è che di fronte ad una forte iniziativa parlamentare del Pd e delle opposizioni, ad una campagna che ha avuto come protagonisti in tutta Italia gli Ecodem, alle proteste delle imprese e delle associazioni ambientaliste, il governo ha dovuto cedere: gli incentivi fiscali per le ristrutturazioni edilizie che migliorano l’efficienza energetica delle case verranno prorogati. Chi come noi ha fin dall’inizio proposto e voluto il meccanismo virtuoso del 55 per cento, e si è fatto promotore in queste settimane di una mobilitazione per la riconferma, non può che registrare con soddisfazione questo risultato. Siamo riusciti a tenere in vita una misura molto importante sia per l’ambiente che per l’economia, utile sia alle famiglie che alle imprese”: questo il commento di Fabrizio Vigni, presidente nazionale Ecologisti Democratici, alla proroga degli “eco bonus” per l’edilizia inserita nella Legge Finanziaria 2011.
 
“La notizia meno buona, invece, è che la rimodulazione introdotta dal governo, con le detrazioni spalmate su dieci anni e non più su cinque, in parte indebolisce la forza dell’incentivo. Bisognerà provare, al Senato, di tentare di ripristinare il meccanismo precedente. Se ciò non sarà possibile – conclude Fabrizio Vigni – , il centrosinistra deve prevedere fin d’ora, nel suo programma alternativo di governo, non solo il pieno ripristino degli incentivi ma anche la loro estensione alla sicurezza antisismica degli edifici”.

 

Associazione Ecologisti Democratici
Tel. 06.67547227 Fax 06.47547359
 
 

Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. INCENTIVI ENERGIA ECODEM

permalink | inviato da Marina Asti il 20/11/2010 alle 16:16 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
20 novembre 2010
POLITICA
CONCLUSA LA FESTA NAZIONALE ECOLOGISTI DEMOCRATICI

 

Comunicato Stampa
Il sindaco di Bra - Bruna Sibille - e il vicesindaco di Pollica - Stefano Pisani - annunciano un patto di amicizia e ricordano commossi il sindaco Vassallo assassinato dalla camorra
 
BRA – Domenica 14 novembre Gestione integrata dei rifiuti, energie rinnovabili, educazione ambientale, comunicazione con i cittadini, legalità, agricoltura sostenibile parole d’ordine per il rilancio di una politica vera lanciate dagli Ecologisti Democratici  nel corso della festa nazionale che si è conclusa oggi a Bra.
Il momento più commovente si è celebrato ieri sera quando la sindaco di Bra, Bruna Sibille, e il  vicesindaco di Pollica, Stefano Pisani, hanno commemorato la figura di Angelo Vassallo, assassinato dalla Camorra per aver difeso il proprio territorio e aver detto no alla cementificazione del litorale.
Commemorazione che, il sindaco di Bra ha annunciato, sfocerà in un Patto di amicizia approvato all’unanimità dai capigruppo al consiglio comunale.
Solidarietà importante, ma non sufficiente”, rilancia il vicesindaco Pisani, “abbiamo ricevuto attestati da ogni parte d’Italia, ma abbiamo bisogno di continuità attraverso una progettualità per un futuro sostenibile. Oggi Legambiente e personalità del calibro di don Ciotti o Carlo Petrini hanno lanciato l’iniziativa “siamo tutti cittadini di Pollica”, non potremo iscrivervi tutti ufficialmente all’anagrafe, ma si tratta di una grande iniezione di fiducia per portare avanti l’insegnamento di Angelo.
Silvio Barbero, vicepresidente di Slow Food, nel consegnare un CD con alcune foto dell’ultimo incontro avuto con Angelo Vassallo, al vicesindaco per la famiglia, ha spronato la politica a farsi carico di un nuovo concetto di sviluppo perché “ricorrere a vecchi schemi fa il gioco della malavita organizzata che ha risorse economiche da investire”.
Invito immediatamente accolto dalla sindaco Bruna Sibille che ha spiegato ai presenti, attraverso esempi della sua gestione amministrativa, come, a partire dalle amministrazioni, occorre “tenere la barra dritta per far si che il privato sia costretto ad agire nella piena legalità e le amministrazioni comunali hanno un grande potere e devono avere il coraggio di esercitarlo”.
La festa nazionale degli Ecologisti Democratici si è conclusa con un confronto dibattito moderato da Silvia Fregolent, alla presenza di Susanna Cenni, Giorgio Ferrero, Stella Bianchi, Flavio Morini. Fabrizio Vigni, presidente nazionale Ecodem, ha concluso ringraziando “il territorio di Bra, delle Langhe e Roero, della Provincia di Cuneo, non solo per aver ospitato la festa nazionale degli Ecodem, ma anche e soprattutto per l’insegnamento che dà all’Italia tutta di come l’ambiente, il territorio, un agricoltura sostenibile siano risposte concrete ed un incoraggiamento a proseguire verso un nuovo modello di sviluppo, verso un futuro sostenibile e scommettendo sulla green economy.” Il presidente Vigni chiude lanciando uno slogan “Con l’ambiente si vincerà”.
 
Per Info:

Emanuele Durante (presidente Ecodem Regione Piemonte)


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. ECOLOGIA POLITICA AMBIENTE LEGALITA' PD ECODEM

permalink | inviato da Marina Asti il 20/11/2010 alle 16:11 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
6 ottobre 2010
POLITICA
INIZIATIVA NELL'AMBITO DELLA FESTA DEMOCRATICA

Siete invitati a partecipare alla discussione sul nucleare che si terrà nell'ambiro della Festa Democratica di Asti :

 

L’altra energia tra nucleare e rinnovabili

 
L’utilizzo delle energie rinnovabili rappresenta una esigenza sia per i Paesi industrializzati che per quelli in via di sviluppo. I primi necessitano, nel breve periodo, di un uso più sostenibile delle risorse, di una riduzione delle emissioni di gas serra e dell’inquinamento atmosferico, di una diversificazione del mercato energetico e di una sicurezza di approvvigionamento energetico.
Per i Paesi in via di sviluppo, le energie rinnovabili rappresentano una concreta opportunità di sviluppo sostenibile e di accesso all’energia in aree remote.
Nel 2009, per il secondo anno consecutivo, i nuovi investimenti in energie rinnovabili nel mondo hanno superato quelli nelle energie tradizionali, portando le rinnovabili a coprire il 25% della generazione elettrica mondiale. I governi non sono passivi in tutto questo, ad oggi sono più di 100 i Paesi che hanno messo in campo politiche di promozione e misure di sostegno delle energie rinnovabili. Il nostro paese, invece, non sta facendo abbastanza.
Per contrastare i cambiamenti climatici e perseguire gli obiettivi europei di riduzione dei gas a effetto serra servono politiche energetiche strutturate e continuative in modo da implementare sia l’efficienza energetica sia l’utilizzo delle fonti energetiche rinnovabili.
Le mancate risposte del Governo italiano nascondono una diversa strategia rispetto all’Europa ed il nostro attuale “pacchetto clima” affida la riduzione delle emissioni e la diversificazione dal petrolio all’avventura nucleare, cioè ad una fonte non rinnovabile, che non ha risolto i problemi delle scorie radioattive e della sicurezza, che diminuirebbe le emissioni solo per una quota modesta della produzione di elettricità, e solo dopo il completamento delle centrali, ben oltre il 2020, data entro la quale gli altri paesi Europei avranno già ridotto le loro emissioni del 20% ed oltre.
Intanto Tremonti boccia l’eolico e la Sogin (la società controllata dal Tesoro per la gestione degli impianti nucleari), ha individuato 52 aree con le caratteristiche giuste per ospitare il sito per le scorie radioattive. Tra queste, ci sarebbero il Monferrato e la Valle Bormida.
Parleremo di tutto questo durante la Festa Democratica, sabato 9 ottobre alle 17.30, insieme ad Angelo Tartaglia (docente di fisica al Politecnico di Torino), Stefano Bechis (esperto di energie rinnovabili in agricoltura), Guido Chiesa ( ingegnere esperto impianti idroelettrici, ex Dirigente ENEL) e Giancarlo Dapavo ( Legambiente Asti ) con la moderazione della EcoDem Marina Ferrari.

--------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Di seguito le prese di posizione di Ecodem e PD sul tema del nucleare :

 

NUCLEARE: SENATORI PD, "24 ANNI DOPO CHERNOBYL GOVERNO RIPROPONE BIDONE".

"Il Governo Berlusconi, 24 anni dopo il disastro di Chernobyl, sta per imbarcare il Paese in una pericolosa avventura, quella del costosissimo  ritorno al nucleare, una vera cuccagna per poche grandi imprese e un cappio al collo invece per i cittadini italiani che pagheranno di tasca loro miliardi di euro per vedere, forse,  tra 15 anni il primo reattore nucleare francese funzionante sul suolo italiano." - lo dichiarano i senatori del Pd Roberto Della Seta e Francesco Ferrante.

"Gli italiani, come ricorda Legambiente nel recente dossier 'Epr: un reattore o un bidone', dedicato al ritorno del nucleare che si prospetta nel nostro paese,  stanno per sovvenzionare dei reattori Epr che vengono spacciati come
di terza generazione avanzata, ma che non sono altro che  l'evoluzione più recente dei reattori di seconda generazione Pwr, realizzati negli anni '60.
Nel mondo - continuano i senatori del Pd -  sono in costruzione  tre impianti del tipo Epr .Oltre al sito di Flamanville in Francia,il caso più noto è il finlandese Olkiluoto da 1.600 Mwe, in costruzione dal 2005 e con un ritardo  sull'avanzamento dei lavori di tre anni abbondanti, con costi lievitati nel frattempo a 5,5 miliardi di euro .  Gli altri reattori sono i due cinesi di Taishan, da 1.660 Mwe ciascuno, per un contratto previsto in 8 miliardi di euro.
La francese Areva, l'impresa pubblica francese costruttrice del reattore,
prima di riuscire a piazzare la sua tecnologia qua in Italia, ha incassato negli ultimi anni molti rifiuti, un po' in tutto il mondo, dagli Stati Uniti al Canada, passando persino per gli Emirati Arabi.
E' dunque più di un sospetto quello per il quale l'Italia stia per acquistare un 'bidone'.
A parte l'aspetto economico della questione, le rassicurazioni sulla sicurezza dell'energia atomica non stanno in piedi, e il problema irrisolto della gestione delle scorie ne è un esempio tangibile: la soluzione attuale  è  semplicemente quella di allungare a sessanta anni la vita dei reattori, in modo da affibbiare ai posteri l'onere della soluzione.
Gli italiani, che sanno come Chernobyl ha ucciso e continua a uccidere,  hanno giustamente paura del nucleare sotto casa e lo sanno bene gli esponenti del centrodestra, governatori in primis, che hanno in ogni modo negato la
costruzione delle centrali sui loro territori.
Vedremo - concludono Ferrante e Della Seta -  come spiegheranno ai cittadini l'uso della forza militare per la costruzione delle nuove centrali."

Roma 26 aprile 2010

ROBERTO DELLA SETA
Senatore - Pd
Capogruppo Commissione Ambiente
Esecutivo Ecologisti Democratici
Tel. 0667064120 - Fax 0667064777
www.robertodellaseta.it
 
 
COMUNICATO STAMPA

Dichiarazione senatori Della Seta e Ferrante - Pd

"IL PD CONTRARIO A QUESTO NUCLEARE, CHI CHIEDE UN DIETROFRONT LO PROPONGA NELLE SEDI DEMOCRATICHE"

"Sul nucleare la posizione del Partito democratico, contraria all'attuale nucleare, è assolutamente chiara ed è la stessa di grandi forze progressiste europee, dai socialdemocratici tedeschi ai liberali inglesi alle forze
emergenti dell'ecologismo riformista. Se qualcuno, sulla base di visioni ed analisi francamente un po' datate, vuole cambiarla, lo proponga nelle sedi democratiche del partito e si voti".
Roberto Della Seta e Francesco Ferrante, senatori Pd ed esponenti ecodem, rispondono così all'appello con cui alcuni parlamentari e scienziati chiedono a Bersani di rivedere il no all'atomo. "Il Pd è contrario alle attuali tecnologie nucleari - affermano i due senatori - perché a fronte di costi di investimento esorbitanti e tali da richiedere il sussidio più o meno diretto di finanziamenti pubblici, non hanno risolto nessuno dei problemi di sicurezza e di impatto ambientale, a cominciare da quelli legati allo smaltimento delle scorie radioattive. Per l'Italia, poi, tornare al nucleare vorrebbe dire spendere tra i 20 e i 30 miliardi di euro per avere forse tra quindici anni quattro centrali, che contribuirebbero per meno del 5% ai consumi energetici; nel frattempo, questo impegno straordinario di risorse pubbliche e private ci farebbe perdere i treni della vera innovazione energetica indispensabile per ridurre la dipendenza dai fossili e per fronteggiare la crisi climatica, che si chiama efficienza, ricerca, sviluppo delle rinnovabili".
"E' naturalmente legittimo - concludono Della Seta e Ferrante - che iscritti e simpatizzanti del nostro partito la pensino diversamente, ma questa è la posizione del Pd, più volte espressa anche ai livelli più autorevoli e con
evidenza condivisa dalla gran parte dei nostri elettori. Se poi qualcuno chiede un rovesciamento di questa linea,  più che promuovere appelli non ha che da proporlo nelle sedi deputate, come l'assemblea programmatica del 21 e
22 maggio prossimi".


ROBERTO DELLA SETA

 
Cari amici,
vi invio in allegato il testo dell'ordine del giorno sul nucleare - primi
firmatari Ermete Realacci, Fabrizio Vigni e il sottoscritto - adottato
dall'Assemblea nazionale del Pd di venerdì e sabato scorsi. Nel documento viene
ribadita con nettezza e argomentata, mi pare, con efficacia, la posizione del
nostro partito contraria al ritorno al nucleare proposto dal Governo Berlusconi.
Posizione richiamata dal segretario Bersani sia introducendo che concludendo i
lavori dell'Assemblea.
Cordiali saluti
 
Roberto Della Seta


 
ORDINE DEL GIORNO
 
 
L’assemblea nazionale del PD:
 
                                                           considerato che
 
il piano del governo per il ritorno al nucleare è, per un Paese come l’Italia che dal nucleare è uscito oltre vent'anni fa,   una scelta sbagliata dal punto di vista economico, tecnologico, ambientale;
 
                                                          sottolineato che
 
i provvedimenti legislativi confermano tutta l’approssimazione ed il carattere propagandistico e velleitario del piano del governo, e al tempo stesso configurano una grave ed inaccettabile espropriazione delle funzioni delle Regioni e degli Enti locali per quanto riguarda la localizzazione dei siti, con procedure che non esistono in nessun altro Paese occidentale, mentre rimane tuttora irrisolto perfino il problema dello stoccaggio delle scorie nucleari prodotte dalle vecchie centrali;
 
il ritorno al nucleare proposto dal governo non solo configura una dipendenza da tecnologie straniere, tecnologie che peraltro lasciano irrisolti molti problemi ambientali e di sicurezza a partire da quelli legati alla produzione e allo smaltimento di scorie ad alta radioattività, ma va contro gli interessi italiani, in primo luogo perché i costi molto elevati delle nuove centrali, tutt’altro che competitivi nel mercato dell’energia elettrica, ricadrebbero sulle tasche dei cittadini e delle imprese;
 
                                                          evidenziato che
 
il rispetto da parte dell’Italia degli impegni assunti dall’Unione Europea con il piano “20-20-20” non solo è indispensabile per fare la propria parte nella lotta ai cambiamenti climatici, ma è anche una opportunità di innovazione tecnologica, di competitività economica, di industrializzazione e di nuova occupazione connesse alla "green economy";
 
l’opzione nucleare, presentata dal governo come la panacea per i problemi energetici del Paese, in realtà ci allontanerebbe dalle vere priorità di innovazione in campo energetico necessarie per l’Italia, quelle davvero utili per ridurre la dipendenza dai combustibili fossili e che soprattutto in un momento di crisi possono sostenere l’economia, a cominciare dal risparmio e dall’efficienza energetica, dalle fonti rinnovabili, dalla qualificazione energetica del patrimonio edilizio, dal ricambio dei beni durevoli con prodotti a più elevata qualità ambientale;
 
                                                               considerato che
 
la contrarietà al piano del governo è stata ripetutamente espressa dal Pd attraverso pronunciamenti del segretario nazionale (e di tutti i candidati nel recente congresso del partito), dei gruppi parlamentari, di tutti i candidati a Presidente di Regione, oltre che in documenti ufficiali del Pd a vari livelli;
 
tale posizione non nasce da un approccio ideologico alla questione del nucleare, ma da motivazioni concrete e razionali legate a valutazioni di carattere economico e tecnologico, oltre che ambientali;
 
                                                             ricordato che
 
tra l’altro la Corte Costituzionale dovrà pronunciarsi sui ricorsi presentati dalle Regioni in merito ai possibili profili di illegittimità contenuti nei provvedimenti legislativi del governo;
 
                                                               conferma
 
la contrarietà del Partito Democratico al ritorno al nucleare proposto dal governo Berlusconi;
 
                                                               ribadisce
 
l’impegno per una strategia di modernizzazione ed innovazione del sistema energetico italiano che - nel rispetto degli obiettivi europei per l’energia e per il clima - abbia come priorità l’ efficienza e il risparmio energetico, lo sviluppo della produzione di energia da fonti rinnovabili, l’uso delle migliori tecnologie nella produzione di energia da fonti tradizionali, la diversificazione negli approvvigionamenti di gas anche attraverso la realizzazione di infrastrutture di rigassificazione, la modernizzazione della rete di distribuzione, il sostegno alla ricerca e alla innovazione tecnologica, compreso l’impegno dell’Italia nelle attività di ricerca per nuove tecnologie nucleari in grado di risolvere i problemi connessi alla produzione di scorie radioattive e alla sicurezza; la riorganizzazione dell’offerta a prezzi più concorrenziali per le imprese e per gli usi domestici;
 
                                                               impegna
 
tutte le strutture territoriali del partito a sviluppare la più ampia iniziativa politica attorno a questi temi.
 
30 settembre 2010
POLITICA
RIUNIONE ECODEM - MAR 5 OTTOBRE 2010, ORE 18,000

 

L’AMBIENTALISMO NON SI DELEGA – L’AMBIENTALISMO SIAMO NOI
CIRCOLO PROVINCIALE DI ASTI
 
 
  Gentili tutti,
 
in preparazione delle iniziative nell'abito della FESTA DEMOCRATICA DI ASTI DEL 8-9-10 OTTOBRE, vi chiediamo di partecipare alla riunione del Circolo dell'Associazione Ecologisti Democratici, che si terrà
 
MAR 5 OTTOBRE 2010, ALLE ORE 18,00,
PRESSO LA SEDE DEL PD DI ASTI
 
Potete estendere l'invito anche ad amici e simpatizzanti.
 
L'occasione sarà utile per fare il punto anche su altre tematiche di interesse.
 
E' gradita una conferma.
 
Saluti.
 
Marina Ferrari
 
 
 
PER UN AMBIENTALISMO DELLE PROPOSTE

Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. politica asti ecodem

permalink | inviato da Marina Asti il 30/9/2010 alle 21:43 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
20 giugno 2010
POLITICA
CAMPAGNA “TI VOGLIO BERE”

 

> Ai coordinatori dei circoli
 
> Oggetto: campagna “Ti voglio bere”.
 
> Carissime, carissimi,
> come avrete già visto dalla ultima newsletter e dal nostro sito, abbiamo
> deciso di promuovere, nell’ambito delle iniziative per l’acqua
> pubblica, una specifica campagna per la diffusione dell’uso dell’acqua
> del rubinetto al posto dell’acqua minerale.
 
> La ragione è semplice: non avrebbe molto senso battersi per la salvaguardia
> dell’acqua come bene comune e per il rafforzamento delle funzioni
> pubbliche nella regolazione dell’uso delle risorse idriche (come noi
> stiamo facendo, insieme al PD ed ai suoi gruppi parlamentari, anche
> attraverso la presentazione di una proposta di legge), ignorando che una
> delle principali forme di effettiva privatizzazione in atto consiste nel
> fatto che l’Italia è tra i primi consumatori al mondo di acqua
> minerale, nonostante che l’acqua del rubinetto sia infinitamente meno
> costosa, ed in gran parte dei casi più sicura e di ottima qualità. Una
> situazione che tra l’altro produce anche costi ambientali
> rilevantissimi.
> Un buon numero di Sindaci e di Comuni hanno già promosso iniziative
> esemplari per l’utilizzo dell’acqua del rubinetto, cominciando da
> uffici pubblici, scuole, mense.
> L’obiettivo della nostra campagna è duplice: far crescere la consapevolezza tra i
> cittadini di quanto l’acqua del rubinetto sia meno costosa ed aiuti
> l’ambiente, e stimolare tutte le amministrazioni pubbliche a promuovere
> e diffondere buone pratiche. A tal fine abbiamo anche predisposto una
> bozza di ordine del giorno che, con le eventuali opportune modifiche, può
> essere presentato nei Consigli Comunali e Provinciali.
> Nei prossimi giorni vi faremo sapere più dettagliatamente alcune altre
> modalità di organizzazione della campagna a livello nazionale. Fin
> d’ora, però, vi invitiamo ad organizzare iniziative sul vostro
> territorio, e vi preghiamo di comunicarci tutte le informazioni utili a
> riguardo.
> Un caro saluto.
> Fabrizio Vigni

 

BOZZA ORDINE DEL GIORNO SULL'ACQUA PUBBLICA

 

Il Consiglio Comunale di
 
visto che:
 
-          l’Italia si trova al primo posto nel mondo per consumo pro-capite di acqua minerale;
-          per produrre le bottiglie di plastica necessarie si impiegano ogni anno circa 350 mila tonnellate di PET pari a 665mila tonnellate equivalenti di petrolio, con l’emissione diretta in atmosfera di 910 mila tonnellate equivalenti di CO2;
-          una famiglia media spende ogni anno in acqua minerale imbottigliata circa 250 Euro, per un consumo medio inferiore a 1 m3, che alle tariffe medie nazionali corrisponde ad una spesa di 1 Euro di acqua prelevata dall’acquedotto, ovvero 0,0013 Euro al litro;
 
considerato che:
 
-          l’acqua del nostro acquedotto è sicura, buona e controllata quotidianamente a differenza di quanto accade per le acque minerali, che non hanno gli stessi obblighi di legge e subiscono controlli periodici solo alla fonte;
-          che le legittime attività economiche collegate alla produzione dei contenitori, all’imbottigliamento, al trasporto spesso a grandi distanze, alla distribuzione e vendita dell’acqua minerale si fondano sulla trasformazione dell’acqua da bene comune a prodotto commerciale;
-          che le acque minerali sono risorse di straordinario valore naturale e territoriale, di cui dovrebbero in primo luogo beneficiare le comunità locali in termini economici e di tutela della risorsa;
-          è importante ridurre la produzione di rifiuti di plastica, in attuazione degli indirizzi europei e nazionali;
 
ritiene necessario:
 
-          promuovere una maggiore sensibilizzazione dei cittadini attraverso una adeguata informazione sulla qualità dell’acqua del rubinetto, favorendone il consumo e l’uso responsabile;
-          favorire in tutte le strutture pubbliche il consumo di acqua distribuita dalla rete acquedottistica;
 
impegna il Sindaco:
 
-          ad attivare tutte le iniziative necessarie per una corretta ed adeguata informazione ai cittadini;
     
-          a promuovere l’organizzazione di un servizio di distribuzione gratuita dell’acqua del rubinetto negli uffici e nei servizi pubblici, adottando sistemi idonei, sicuri e sostenibili.

Per ulteriori informazioni ecodemasti@gmail.com

 

31 maggio 2010
POLITICA
OSSERVAZIONI ECODEM AL PIANO ENERGETICO PROVINCIALE DI ASTI

 

Osservazioni al documento tecnico, prodotto dalla Provincia di Asti, denominato “Il Sistema Energetico Provinciale – Consumi, Produzione e Risparmio”, sottoposto a consultazione pubblica
 
 
L’Associazione ecologisti democratici , in data 22 maggio 2010, ha promosso un incontro avente ad oggetto :
 
PIANIFICARE
    LA SOSTENIBILITA’
              DELLO SVILUPPO
 
Energie Rinnovabili
tra Opportunità e Conservazione del Territorio
 
Le politiche promosse in campo energetico ambientale, con riferimento alle energie rinnovabili, possono costituire un motore di sviluppo per la crescita locale, a patto che non avvenga a discapito di altre risorse fondamentali per l’identità e la salvaguardia di un territorio. I nuovi orientamenti mirano infatti a promuovere distretti energetici compatibili con il territorio e il paesaggio. L’energia diventa quindi centrale nel processo di riqualificazione di città, aree produttive, periferie e campagna urbanizzata, creando una sinergia tra crescita del settore energetico, valorizzazione del paesaggi e salvaguardia dei suoi caratteri identitari. Al contrario, quello che purtroppo sta avvenendo, anche a seguito della mancanza di una legislazione univoca e cogente, è la sopraffazione, da parte di interessi privati e nel nome della tutela ambientale, di spazi e risorse fondamentali per l’identità dei territori.
 
L’incontro si poneva l’obiettivo di indagare i fattori che determinano questo scontro di interessi tra fattori egualmente importanti di sviluppo delle energie rinnovabili e tutela del territorio e di sollecitare da parte della politica azioni volte a risolvere tali problemi.
Fin dal 2003 il legislatore nazionale aveva previsto l’adozione di specifiche Linee Guida, in maniera tale da stabilire i principi per l’autorizzazione unica e per il corretto inserimento degli impianti nel territorio.
Un ritardo attuativo che ha determinato il proliferare di una legislazione autonoma a livello regionale, a sua volta generatrice di puzzle normativi.
La mancanza di una legislazione unica rende difficile ed aleatoria l’approvazione di progetti destinati alla produzione di energia pulita, come denuncia anche l’Antitrust, che vede in questo senso un freno allo sviluppo del settore, ma anche un proliferare di impianti al di fuori di regole certe per la tutela degli aspetti di impatto ambientale sul territorio e sul paesaggio. Questa carenza si riflette anche nell’attuazione degli strumenti di pianificazione e governo del territorio di competenza delle amministrazioni locali.
 
Le presenti osservazioni riassumono le proposte formulate nel corso dell’incontro e costituiscono un contributo da proporre alla Provincia di Asti come osservazioni al documento “Il Sistema Energetico Provinciale – Consumi, Produzione e Risparmio”.
 
Si chiede in sostanza alla Provincia di Asti di svolgere in modo coerente il proprio ruolo di ente intermedio, fornendo al territorio gli strumenti per valutazioni più pertinenti delle risorse e delle opportunità in campo, non come impedimento allo sviluppo del settore, bensì per alimentare progetti creati a misura delle esigenze locali, con bilanci ecologico-energetici-economici sostenibili, ed opportunità di riqualificazione del tessuto economico e territoriale.
 
Oss.1. Carenze nella attuazione degli strumenti di pianificazione
 
La mancata emanazione di linee guida a livello nazionale ha impedito lo sviluppo di una regolamentazione compiuta in materia di localizzazione degli impianti di sfruttamento delle energie rinnovabili.
Tuttavia l’autorizzazione di tali impianti, in virtù delle semplificazioni procedimentali introdotte a livello legislativo, non si è per questo fermata.
Ricordiamo che le linee guida previste all’art. 13, comma 10, del D.Lgs. 387/2003 dovevano disciplinaresvolgimento del procedimento di cui al comma 3 (procedimento unico). Tali linee guida sono volte, in particolare, ad assicurare un corretto inserimento degli impianti, con specifico riguardo agli impianti eolici, nel paesaggio.”; se ne potrebbe dedurre pertanto che tutti i procedimenti avviati fino ad oggi si siano svolti illegittimamente in assenza di tali line guida.
Nonostante la normativa introduca una sorta di “presunzione di compatibilità” di tali impianti anche in zona agricola, resta comunque ferma la competenza delle Regioni e degli enti locali in materia di pianificazione territoriale e paesistica.
Ciononostante molti Sindaci faticano a trovare gli strumenti per formulare pareri su impianti che generano un notevole impatto ambientale e paesaggistico.
A tale fine ci pare significativo il contributo fornito in materia dall’Avv. Fabrizio Brignolo ( ).
 
Inoltre, a norma dell’art.12 , comma 3, del D.Lgs. 387/2003 “ La costruzione e l'esercizio degli impianti di produzione di energia elettrica alimentati da fonti rinnovabili, gli interventi di modifica, potenziamento, rifacimento totale o parziale e riattivazione, come definiti dalla normativa vigente, nonché le opere connesse e le infrastrutture indispensabili alla costruzione e all'esercizio degli impianti stessi, sono soggetti ad una autorizzazione unica, rilasciata dalla regione o altro soggetto istituzionale delegato dalla regione, nel rispetto delle normative vigenti in materia di tutela dell'ambiente, di tutela del paesaggio e del patrimonio storico-artistico.”
Il punto 15.3, parte III, della bozza delle Linee Guida Nazionali, chiarisce che, nello svolgimento del procedimento unico, “Resta ferma la non derogabilità delle previsioni
dei piani paesaggistici e delle prescrizioni d’uso indicate nei provvedimenti di dichiarazione di notevole interesse pubblico ai sensi del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 e s.m.i. recante Codice dei beni culturali e del paesaggio, nei casi previsti.
 
Tuttavia, da questo punto di vista, la pianificazione locale sconta due problemi:
-         la lentezza di approvazione ed adeguamento dei piani;
-         la consuetudine a normare esclusivamente gli usi consueti del territorio (residenziale, produttivo agricolo ecc.) senza tenere in debito contro gli impianti e le infrastrutture complesse.
 
Occorre opportunamente ricordare che per il territorio astigiano sono vigenti :
-         il Piano Territoriale Regionale (P.T.R.), approvato con D.C.R. 19/06/1997 n. 388-9126, Gli strumenti di pianificazione, in attuazione dello stesso P.T.R., dovranno predisporre misure di salvaguardia e di compatibilità paesistico-ambientale con interventi orientati a migliorare la qualità dell’ambiente e del paesaggio, incentivando le attività di protezione, tutela, conservazione, e riqualificazione di dette zone, nonché confermando e conservando gli usi agricoli, scoraggiando variazioni di destinazioni d’uso suscettibili di compromettere o ridurre l’efficiente utilizzazione produttiva dei suoli; 
-         il Piano Territoriale Provinciale, approvato con D.C.R. n° 384-28589 del 05.10.2004 (Pubblicazione sul B.U.R. n. 43 del 28/10/2004), che individua tali misure in attuazione del PTR.
Entrambi i piani sono stati approvati “con specifica considerazione dei valori paesaggistici” e pertanto, ai sensi dell’art. 153 del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 e s.m.i., e sono pertanto assimilabili a piani paesaggistici.
Hanno quindi sicuramente rilevanza ai fini del procedimento unico gli articoli del Piano Territoriale Provinciale:
ART.10 PERICOLOSITA’ GEOMORFOLOGICA PER PROCESSI NELLA RETE IDROGRAFICA
ART.11 PERICOLOSITA’ GEOMORFOLOGICA PER PROCESSI DI INSTABILITA’ DEI VERSANTI
ART.12 TUTELA DELLE RISORSE IDRICHE SOTTERRANEE
ART.13 SISTEMA DELL’ASSETTO STORICO CULTURALE E PAESAGGISTICO
ART.14 SISTEMA DELLE QUINTE DEI RILIEVI COLLINARI
ART.15 AREE AD ELEVATA QUALITA’ PAESISTICO AMBIENTALE
ART.16 CENTRI STORICI
ART.17 ARCHITETTURE E SISTEMI DI BENI ARCHITETTONICI
ART.18 LE UNITA’ DI PAESAGGIO COSTITUENTI LE SUB AREE A VALENZA STORICO CULTURALE
ART.19 FUNZIONI TURISTICHE E RELATIVE VOCAZIONI TERRITORIALI
ART.20 AREE BOSCATE
ART.21 AREE PROTETTE, SITI DI PARTICOLARE INTERESSE, AREE DI SALVAGUARDIA E ZONE DI INTERESSE NATURALISTICO E PAESISTICO
ART.22 RETE DI CORRIDOI BIOLOGICI E FASCE DI SALVAGUARDIA
ART.23 AREE A DESTINAZIONE AGRICOLA
ART.25 ACQUE SUPERFICIALI
ART.26 SUOLO
ART.27 ELEMENTI DI CONNESSIONE
 
a) Si chiede che le AREE AD ELEVATA QUALITA’ PAESISTICO AMBIENTALE , ai sensi dell’art. 15, comma 3, del PTP, siano considerate aree di esclusione.
b) Si chiede inoltre che, per le aree in cui, ai sensi della normativa del PTP, esistono “Prescrizioni che esigono attuazione” o “Indirizzi e criteri di compatibilità” che non sono ancora stati recepiti dagli enti competenti, sia obbligatorio, nell’ambito del procedimento unico, che l’Autorità competente al recepimento si esprima espressamente sugli aspetti sottolineati dalla norma.
 
Oss.2. Carenze nell’individuazione delle aree non idonee
 
Non vengono chiaramente definite le aree non idonee. A pag. 91 del documento, la Figura 46, rappresenta, per i soli impianti fotovoltaici a terra, le aree non idonee ad una scala che ne rende praticamente incomprensibile la lettura.
Il punto 6 della Parte I della bozza delle Linee Guida Nazionali prescrive che le planimetrie delle aree non idonee, ai fini della trasparenza amministrativa, siano resi pubblici attraverso i siti web degli enti interessati.
Tenendo conto che in genere i tematismi sono ormai informatizzati e quindi pubblicabili anche mediante webservices che ne consentono la consultazione interattiva a diversa scala, si chiede pertanto che le planimetrie delle aree non idonee siano complete e realizzate ad una scala adeguata per una corretta lettura da parte del pubblico, anche.
 
a) Si chiede inoltre che l’individuazione delle aree non idonee venga realizzata per tutte le tipologie di fonti rinnovabili, comprese le biomasse e gli impianti eolici, come previsto al punto b) dell’allegato 3 della bozza delle Linee Guida Nazionali.
 
Oss.3. Carenze nella definizione di disposizioni cogenti
 
Nonostante l’attribuzione delle competenze alle province in materia energetica risalga ormai alla Legge regionale 44/2000, poi specificate con la Legge regionale 23/2002, la Provincia di Asti inizia ad occuparsi attivamente del problema con l’approvazione delle LINEE GUIDA IN MATERIA DI PRODUZIONE DI ENERGIA DA BIOMASSE LEGNOSE (D.C.P. N. 50 del 25.09.2007) nel 2007. Dopo tre anni dall’emanazione di tali indirizzi, viene proposto finalmente un documento che affronta tutte le tipologie di fonti rinnovabili. Tuttavia la presentazione viene definita “un documento tecnico a valenza programmatica”, sottoposto a procedura di amplia consultazione pubblica, suscettibile ancora di approfondimenti tecnici e di dettaglio.
In sostanza la Provincia di Asti prevede un complesso iter di approvazione che porterà a licenziare il documento presumibilmente alla fine di ottobre del corrente anno, ovvero quando la sua efficacia probabilmente sarà venuta meno in quanto entro la fine dell’anno è prevista la riduzione degli incentivi sulla produzione di energia rinnovabile e quindi le domande di autorizzazione si concentreranno prevalentemente nel periodo di approvazione del programma.
 
a) Si chiede di ridurre i tempi di approvazione del documento e di applicare norme di salvaguardia rispetto alle indicazioni che emergeranno dal documento rielaborato a seguito delle osservazioni, affinché possa esplicare la sua efficacia  già dal 30 agosto 2010.
 
Inoltre le proposizioni di pagina 89 consentano la localizzazione di impianti anche nelle aree di esclusione, fino all’approvazione dei criteri ERA da parte della Regione.
Si ritiene che questa affermazione contrasti con i principi di tutela dell’ambiente e del paesaggio e con il “principio di precauzione” che suggerisce di non mettere in atto un’azione fino a che non è dimostrata la sua sostenibilità.
Introducendo una generalizzata liberatoria sulla localizzazioni degli impianti la Provincia vanifica il motivo stesso dell’individuazione di criteri localizzativi, che in base all’art. 12, comma 10 del D.Lgs.387/2003, sono volti ad assicurare un corretto inserimento degli impianti nel paesaggio.
Inoltre l’indicazione va oltre gli stessi indirizzi regionali in merito all’applicazione dei criteri ERA, forniti con la Circolare 29 marzo 2010, n. 5/RIC Presidente della Giunta Regionale “Deliberazione della Giunta Regionale 28 settembre 2009, n. 30-12221. Relazione Programmatica sull'Energia. Criteri di localizzazione degli impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili” (B.U.R. 01 aprile 2010, n. 13 ) http://www.provincia.torino.it/decentramento/file-storage/download/newsletter/2010-04-07_133/Terr-00228.doc .
In tale circolare, pur con le precauzioni legate alla mancata emanazione delle linee guida nazionali, si specifica che “Le fattispecie ivi contemplate infatti altro non rappresentano se non una serie di porzioni territoriali su cui insistono normative, atti di pianificazione o provvedimenti di analoga natura che già di per sé escludono, limitano significativamente o condizionano ad uno specifico quadro prescrittivo la realizzazione di simili interventi …” e pertanto“Va da sé quindi che - qualora, nell’ambito delle summenzionate procedure autorizzative e di valutazione di impatto ambientale, la competente Autorità rinvenga la possibilità di assentire l’opera in ragione degli specifici parametri di riferimento rinvenibili nella normativa o nell’atto di pianificazione alla cui attuazione la stessa è preposta ….”
 
b) Si chiede pertanto di rimuovere la statuizione che ritiene superabili i criteri di esclusione fino all’approvazione dei criteri ERA regionali, demandando alle autorità competenti le specifiche valutazioni.
 
Sempre in merito all’individuazione delle aree non idonee, la bozza delle Linee Guida Nazionali, parte IV punto 17, pone in capo alle Regioni la loro individuazione.
Tuttavia la Regione Piemonte , all’art. 33 del Nuovo Piano Territoriale Regionale, trasmesso al Consiglio Regionale con D.G.R. 18-11634 del 22 giugno 2009, dispone che sia il piano territoriale provinciale ad individuare tali aree; pertanto la provincia avrebbe la facoltà di anticipare tale provvedimento, che ricade comunque nelle sue competenze di painificazione.
 
c) Si chiede pertanto che l’approvazione del Piano Energetico Provinciale costituisca anche, per gli aspetti sopra indicati ed in base alle procedure stabilite dalle L.r. 56/77 e s.m.i, variante al vigente PTP , affinché i criteri localizzativi vengano trasferiti alla pianificazione locale e diventino immediatamente cogenti attraverso le norme di salvaguardia. In particolare si chiede che i macro criteri di esclusione siano immediatamente vincolanti, in particolar modo per gli impianti a terra, fino a che, attraverso gli strumenti di pianificazione, non verranno definiti gli specifici criteri di insediamento a livello locale, anche per gli impianti di piccola taglia.
 
Oss.4. Carenze nella definizione dei criteri
 
a) Si chiede che rientrino tra i macro criteri di esclusione, soprattutto in considerazione delle tipicità legate al territorio astigiano:
le aree agricole di I e II classe di capacità di uso del suolo;
le aree agricole caratterizzate da produzioni agroalimentari di qualità
le aree assoggettate a progetti di candidatura UNESCO ( buffer zone e core zone ) . Questo anche in conformità a quanto stabilito dalla bozza delle Linee Guida Nazionali datata 10 febbraio 2010.
 
b)    Si chiede che vengano definiti criteri ERA (Esclusione, Repulsione, Attrazione) anche per gli impianti a biomasse, con particolare attenzione agli effetti sulla popolazione insediata, sulla salute umana e sull’inserimento paesaggistico.
 
c)     Si chiede che le misure di mitigazione degli impatti sul paesaggio, previste dalla bozza delle Linee Guida Nazionali datata 10 febbraio 2010 per gli impianti eolici, vengano estese, ove compatibili, a tutte le tipologie di impianto.
 
d)    Si chiede che vengano definiti criteri di qualità architettonica e di inserimento edilizio degli impianti integrati e semi integrati, da inserire negli strumenti urbanistici e nei regolamenti edilizi dei Comuni.
 
Oss.5. Osservazioni in merito all’aspetto energetico
 
Dal punto di vista dell’analisi energetica il documento proposto alla pubblica consultazione offre un ricco panorama informativo ed analitico anche se carente nel determinare alcuni indicatori di consumo e di emissione dei gas climalteranti.
 
Le informazioni principali che emergono dalla parte espositiva ed analitica del documento sono le seguenti :
 
           La provincia di Asti non ha significativi impianti di produzione energetica;
 
           La produzione energetica provinciale proviene principalmente da piccoli impianti cogenerativi e dalla recente evoluzione degli impianti a fonti rinnovabili (significativa la crescita esponenziale del fotovoltaico in due anni di Conto Energia);
 
           Il consumo di energia elettrica presenta un andamento crescente nel tempo in particolare nel settore residenziale e terziario;
 
          L’energia termica per il riscaldamento è prodotta principalmente col metano e c’è un significativo utilizzo di biomasse legnose;
 
C’è un significativo problema di inquinamento dell’aria per quanto riguarda le polveri, il biossido di azoto e l’ozono, sostanzialmente dovuti ai trasporti, al riscaldamento ed allo smog cittadino che si sposta con le masse d’aria su tutto il territorio.
 
In sintesi il documento presentato manca di una indicazione programmatica forte nel perseguire obiettivi cogenti e soprattutto ormai ineludibili di riduzione forte e strutturale delle emissioni e dei consumi energetici. C’è una scarsa coscienza del fatto che, dal punto di vista dei rapporti produzione/ consumo , la provincia di Asti dovrà comunque rapportarsi al contesto più ampio della realtà regionale, uniformandosi al Piano Energetico Ambientale Regionale, in quanto non dispone delle risorse per attuare una politica energetica autonoma, mentre obiettivi più pertinenti, relativi alla riqualificazione energetica degli edifici e del risparmio energetico, non vengono concretamente affrontati.
Questo nonostante in più parti del documento vengano evidenziate le principali problematiche legate a questo tipo di sviluppo.
Anche con riferimento alla efficienza energetica nei settori residenziale e terziario vengono definite linee di azione significative ma non obiettivi misurabili scanditi nel tempo.
 
a) Si chiede pertanto che venga individuato un programma di azioni per l'incentivazione del risparmio energetico, misurabili e temporalmente scandite, che promuovano in primo luogo tra gli Enti pubblici e gli operatori privati il rispetto e l’applicazione delle norme, sostengano la formazione e lo sviluppo degli specifici settori produttivi e propongano interventi sul patrimonio di competenza provinciale.
 
 
 Il Presidente dell’Associazione Ecologisti Democratici del Piemonte
 
Silvia FREGOLENT
 

 

27 maggio 2010
POLITICA
CONTRIBUTO DELL'ON. MASSIMO FIORIO SU INIZIATIVE PARLAMENTARI

L'On. M. Fiorio ha presentato la seguente :

Interrogazione a risposta in XIII Commissione

Al Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali

Premesso che

anche in Italia è cresciuta la consapevolezza del pericolo che il nostro paese e l’intero pianeta stanno correndo attraverso l’esponenziale consumo di suolo agricolo, un delle principali cause del progressivo surriscaldamento del pianeta, pone problemi crescenti al rifornimento delle falde idriche, impoverisce la sovranità alimentare e non reca più alcun beneficio, né sull’occupazione né sulla qualità della vita dei cittadini,

i temi della qualità dell’aria, del risparmio energetico, del risparmio idrico, la conservazione del territorio agricolo e l’uso di energie alternative dovrebbero essere tra quelli posti come prioritari dal nostro paese.

il comma 7 dell’art. 12 del D. Lgs nà 387 /2003 dispone che gli impianti di produzione di energia elettrica, di cui all'articolo 2, comma 1, lettere b) e c), possono essere ubicati anche in zone classificate agricole dai vigenti piani urbanistici. Nell'ubicazione si dovrà tenere conto delle disposizioni in materia di sostegno nel settore agricolo, con particolare riferimento alla valorizzazione delle tradizioni agroalimentari locali, alla tutela della biodiversità, così come del patrimonio culturale e del paesaggio rurale di cui alla legge 5 marzo 2001, n. 57, articoli 7 e 8, nonche' del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228, articolo 14

gli impianti fotovoltaici posti su terreni rischiano di ridurre fortemente l’attività fotosintetica e la biodiversità, con impoverimento progressivo del tenore di carbonio nel suolo e di biomassa emergente: la conseguenza più evidente è l’emissione anziché la fissazione di CO2 climalterante( il suolo rappresenta il maggior pozzo di assorbimento di carbonio) : questione paradossale , per una tecnologia che punta a ridurre le emissioni climalteranti.

per carenza / assenza di precipitazioni, a causa della copertura, la superficie andrebbe incontro a progressiva desertificazione , a meno che non si intervenga con recupero delle precipitazioni e loro utilizzo su tali superfici con impianti irrigui ad hoc, cosa che comporterebbe, per pompaggio/irrigazione, di una quota di energia prodotta.

le numerose e crescenti richieste riguardanti l'installazione a terra su estese superfici agricole che stanno interessando tutto il territorio nazionale, senza il filtro di regolamentazioni che permettano formali valutazioni sull'impatto estetico ed ambientale, rischiano di compromettere seriamente la l'integrità ed il valore del paesaggio agricolo

chiede di conoscere

quali siano gli orientamenti del Ministro,

se il Governo non ritenga necessario mettere a punto strumenti normativi in grado di disciplinare in modo meno equivoco una materia così complessa al fine di tutelare il patrimonio agricolo del paese, di contrastare speculazioni condotte da soggetti che nulla hanno a che fare con il settore agricolo e di fornire a Regioni, Province e Comuni strumenti di orientamento per il corretto governo del territorio.

27 maggio 2010
POLITICA
CONTRIBUTO DELL'ORDINE DEGLI ARCHITETTI P.P.C. DELLA PROVINCIA DI ASTI
 

Il Presidente dell'Ordine degli Architetti P.P.C. della Provincia di Asti, Arch. Fabrizio Gagliardi, ha trasmesso la nota dell’Avv. Fabrizio Brignolo relativa alle problematiche connesse alla localizzazione degli impianti di produzione di energia da fonte rinnovabile, che in questo periodo interessa comuni e pianificatori.

La nota è disponibile sul sito dell’Ordine al link : Approfondimenti legislativi.

http://www.at.archiworld.it/ordine_architetti/approfondimenti_legislativi/approfondimenti_legislativi.asp


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. normativa fonti rinnovabili

permalink | inviato da Marina Asti il 27/5/2010 alle 15:12 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
sfoglia
  




IL CANNOCCHIALE